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Avellino, truffa all'Asl: primario a processo

 

Il medico, che guidava il reparto di emodialisi di Ariano, avrebbe intascato in maniera illegittima un milione di euro. Prosciolto dal gup, rinviato a giudizio dalla Cassazione.

di Pierluigi Melillo / 24 novembre 2016


Avellino

Ci sarà un processo per la truffa all'Asl scoperta dalla guardia di Finanza all'ospedale di Ariano Irpino. Nei guai un ex primario accusato di aver intascato indebitamente almeno un milione di euro.
Ma c'è voluto l'intervento della Cassazione per disporre il rinvio a giudizio del medico che ha guidato negli anni scorsi il reparto di emodialisi del nosocomio di Ariano.

Gli inquirenti lo accusano di essere stato artefice di una truffa ai danni dell'Asl di Avellino perché avrebbe intascato dall'azienda sanitaria locale - dal 1985 al 2014 - l'intera retribuzione e l'indennità di rapporto esclusivo nonostante gestisse nello stesso periodo un centro medico convenzionato con lo Stato in violazione della legge che prevede l'unicità del rapporto di lavoro del personale medico con il servizio sanitario nazionale. Un doppio incarico portato avanti abusivamente che era stato scoperto dalla Guardia di Fianza al termine di una serie di accertamenti. Eppure il professionista era stato prosciolto il 13 giugno scorso dal gup del tribunale di Benevento, Palmieri, che aveva ritenuto irrilevanti gli elementi raccolti dall'accusa.

Ora il colpo di scena, con la Cassazione che ha annullato il verdetto del gup sannita, accogliendo invece il ricorso che era stato presentato dall'avvocato Olindo Paolo Preziosi con il contributo dell'avvocato Mirabella. “Non era irrilevante il quadro indiziario”, ha chiarito la Suprema Corte. Ora il caso sarà affrontato davanti ai giudici del tribunale di Benevento. 

Olindo Paolo Preziosi